Migrazione di piattaforma e potere



Cominciamo dalla fine — Con data 19/10/2026, torniamo online con il nostro sito web dopo un’assenza di un mese durante la quale abbiamo dovuto cercare e conoscere nuove piattaforme e progetti che potessero accoglierci, e infine adattare la struttura del vecchio sito web, ospitato su Noblogs.org, al nuovo su Sindominio.net, la piattaforma che alla fine abbiamo scelto. Naturalmente, non vogliamo parlare di questa migrazione, di per sé poco interessante, ma degli avvenimenti che ci hanno costretto a farla.

La quiete prima della tempesta — Noblogs.org era una piattaforma di blog e siti web gestita dal collettivo italiano Autistici/Inventati (A/I) che, inoltre, offriva in modo totalmente gratuito un’infrastruttura —posta elettronica, mailing list, videoconferenze, chat e altro— alternativa alle grandi piattaforme commerciali, implementando il modello economico dei servizi sostenuti da donazioni, un’incarnazione dell’idea a ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le sue possibilità. L’unico requisito per usufruire di tali servizi era condividere i suoi principi —che si possono riassumere in antifascismo, antirazzismo, antisessismo, antiomofobia, antitransfobia, antimilitarismo, anticapitalismo e antiautoritarismo—, essere un progetto di natura non commerciale e comprendere il suo manifesto. Il collettivo era costituito formalmente come associazione (Associazione Investici) e attraverso quella forma giuridica gestiva la propria infrastruttura per fornire quei servizi. La sua storia iniziò nel 2001 a partire da persone e collettivi interessati a tecnologia, privacy, diritti digitali e attivismo politico e, nella sua navigazione lungo gli anni, incontrò un po’ di mare mosso:

  • 2004: causa civile vinta contro Trenitalia in difesa della satira — A/I aveva ospitato una pagina parodistica che imitava la home page di Trenitalia1, ma ne alterava i contenuti per criticare il trasporto ferroviario di materiale militare destinato alle operazioni belliche in Iraq, cambiando lo slogan originale Dove vuoi che ti portiamo oggi? in Dove vuoi che portiamo i tuoi carri armati oggi?. Trenitalia chiese provvedimenti cautelari contro la pubblicazione. Il 3 agosto 2004 fu emesso un provvedimento che obbligò a rimuovere la pagina. L’Associazione Investici e un’altra persona interessata proposero reclamo. Il 7 settembre 2004 il Tribunale di Milano accolse il reclamo, revocò la misura cautelare precedente e respinse le pretese cautelari di Trenitalia. Inoltre, condannò l’azienda al pagamento delle spese di entrambe le fasi del procedimento, fissate in 5.100 €, oltre agli ulteriori importi indicati nel provvedimento. Il tribunale ritenne che la pagina costituisse un’espressione legittima di satira e critica politica, protetta dall’articolo 21 della Costituzione italiana, relativo alla libertà di espressione. Ritenne inoltre che la parodia non richiedesse l’autorizzazione preventiva del titolare della pagina imitata [1].
  • 2004-2005: accesso della polizia al server — Nell’ambito di un’indagine sul gruppo anarchico Crocenera Anarchica che portò al sequestro del suo sito web ospitato da A/I e della sua casella di posta elettronica [2], la polizia postale italiana, diretta dalla Procura di Bologna, compromise la sicurezza del server principale di A/I, monitorando, intercettando e decifrando tutto il traffico del server, senza che tale attività fosse comunicata ad A/I [3, 4, 5] (che la scoprì solo un anno dopo, decidendo di adottare un’architettura di server distribuita ridondante2 [8]). Questa azione di polizia fu considerata probabilmente abusiva e di portata sproporzionata [9].
  • 02-05 Luglio 2007: oscuramento temporaneo di Noblogs.org — Il 2 luglio 2007 la piattaforma Noblogs.org viene oscurata. Il motivo è aver ospitato il gioco Pretofilia del game designer Molleindustria (nome reale Paolo Pedercini) [10], accusato di offendere il sentimento religioso e oggetto di un’interpellanza alla Camera dei deputati su misure per contrastare le offese al sentimento religioso e alle confessioni religiose [11]. Il 5 settembre Noblogs.org é nuovamente visibile: il provider statunitense dove alloggiava il server di Noblogs.org comunicò che questi contenuti erano legali negli Stati Uniti d’America.
  • 2008-2011: Indagine su minacce e diffamazione relative a CasaPound; rogatorie internazionali e perquisizione di un server in Norvegia — Persone legate a CasaPound, organizzazione neofascista italiana, denunciarono presunti atti intimidatori e diffamatori: una scritta su un muro, vernice rossa su un campanello e testi pubblicati in pagine di Indymedia e Noblogs che si opponevano alla cessione di spazi pubblici a gruppi neofascisti. Nell’agosto 2009 l’associazione fu sentita come persona informata sui fatti. Secondo il suo stesso racconto, spiegò che non conservava i registri di attività (log) dell’account oggetto di indagine né i dati personali del suo titolare. La Procura promosse richieste di cooperazione giudiziaria internazionale rivolte a Norvegia, Paesi Bassi e Svizzera per cercare di ottenere quei dati. Nel novembre 2010 la polizia norvegese si recò dal provider che ospitava uno dei server di Autistici/Inventati e copiò il contenuto dei suoi dischi. L’associazione affermò che l’operazione aveva riguardato informazioni di circa 2.000 utenti di quel server, anche se la copertura giornalistica dell’epoca fornì in alcuni casi cifre superiori. Il collettivo denunciò la sproporzione di copiare un intero server quando l’indagine cercava dati relativi a un solo account. Secondo il suo racconto, ripristinò i servizi su altri server circa due ore dopo e recuperò il normale funzionamento dell’infrastruttura in circa 24 ore. L’indagine italiana sottostante finì per essere archiviata [12, 13].

Tutti questi procedimenti seguirono canali giudiziari ordinari, senza che il collettivo A/I ricevesse una qualificazione speciale da parte delle autorità italiane.

Con il tempo, A/I si è distinto come fornitore di strumenti di software libero per autori [14] ed è diventato un riferimento abituale nelle guide di autodifesa dalla sorveglianza e di protezione della privacy [15]. Dopo le rivelazioni di Snowden, queste infrastrutture attiviste hanno ricevuto un’ondata di nuovi utenti che preferivano un provider di posta che non consegnasse dati personali quando lo Stato lo richiedeva. Media come Genbeta lo hanno incluso tra le alternative di posta dopo la chiusura di Lavabit, e un avviso di sicurezza della sezione britannica del sindacato IWW lo ha citato come alternativa a Riseup3 [8]. Inoltre, è stato oggetto di studio per il suo ruolo nella storia del movimento hacker [16] e nell’ambito delle identità digitali e dei social network [17].

Arriva la tempesta — Dalla sua fondazione, nel 2001, fino al 25 agosto 2026, il collettivo A/I ha navigato con relativa tranquillità, visti i marosi che abbiamo appena descritto. Tuttavia, il 26 agosto è accaduto un avvenimento inatteso —tanto per il momento quanto per la sua (s)proporzione—: il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, insieme al Dipartimento del Tesoro, ha annunciato la designazione di A/I come «specially designated global terrorists» [18]. Nel comunicato stampa [18], A/I è definito come un «gruppo estremista che costruisce e gestisce infrastrutture digitali per cellule Antifa4 violente e altri militanti di estrema sinistra in tutto il mondo». Inoltre, il comunicato afferma che «questi strumenti sono pensati specificamente5 per sostenere le operazioni di reti di terroristi di estrema sinistra, costruiti per consentire loro di organizzarsi, reclutare, comunicare, diffondere propaganda, condividere informazioni sugli obiettivi e sulle tattiche e compiere attacchi violenti — il tutto restando anonimi, non tracciabili e al di fuori della portata della legge». Il collettivo A/I ha pubblicato lo stesso giorno un comunicato stampa in cui respingeva le accuse sottolineando il proprio «impegno a offrire una piattaforma di strumenti di autodifesa digitale che risponda alla necessità di comunicazione libera di attivisti e di altre persone, gruppi e associazioni» e dichiarando che «Antifascismo e anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo. E tutte le persone hanno il diritto di far sentire la propria voce e di lottare per l’umanità» [28]. Anche se tale designazione non ha giurisdizione al di fuori degli USA, ha avuto ripercussioni immediate:

  • 27 agosto 2026 — Il conto PayPal che il collettivo A/I usava per ricevere donazioni è stato chiuso senza preavviso.
  • 28 agosto 2026 — Il dominio web autistici.org è risultato irraggiungibile: l’entità Public Interest Registry (PIR), registro del dominio .org6, ha deciso di impedire la normale pubblicazione o risoluzione del DNS7.
  • 28 agosto 2026 — Noblogs.org subisce un attacco e A/I lo disattiva per metterlo in sicurezza e, in un secondo momento, lo rimette online in sola lettura.
  • 01-12 settembre 2026 — Banca Popolare Etica, la banca presso cui l’Associazione Investici aveva il proprio conto corrente, dopo aver comunicato l’intenzione di sospendere temporaneamente il conto che conteneva tutto il finanziamento dell’associazione ottenuto tramite donazioni, lo ha reso effettivo il 4 settembre in modo unilaterale. La sospensione ha riguardato sia le entrate sia le uscite, impedendo ad A/I non solo di ricevere donazioni ma anche di pagare i propri fornitori. Secondo Banca Popolare Etica, l’istituto è stato costretto, inizialmente a sospendere e poi a chiudere il conto bancario di A/I, a causa di sanzioni secondarie: la designazione di A/I come terrorista globale appositamente designato è arrivata insieme all’inserimento del collettivo nella lista OFAC (Office of Foreign Assets Control — Ufficio per il controllo dei beni esteri: è un’agenzia del Dipartimento del Tesoro degli USA che applica le sanzioni economiche e finanziarie) [29], che avrebbe comportato l’interruzione di tutti i servizi che dipendono da intermediari statunitensi, come le carte di debito e di credito, causando un danno alla clientela della banca e mettendo a rischio la sua stessa esistenza [30]. Tuttavia, questa posizione di Banca Popolare Etica è stata messa in discussione dallo stesso A/I, che l’8 settembre 2026 ha depositato davanti al Tribunale di Pisa un ricorso in via d’urgenza ex art. 700 c.p.c. contro Banca Popolare Etica, per ottenere il ripristino immediato dell’operatività del proprio conto corrente o il trasferimento del saldo su un altro conto [31]. Secondo il collettivo, la sospensione di ogni tipo di operazione, senza essere coinvolto in alcun procedimento in Italia o nell’UE e solo in conseguenza del suo inserimento in un regime sanzionatorio da parte degli USA senza alcuna possibilità di difesa, senza aver ricevuto richieste di rimozione di contenuti specifici, è priva di fondamento; anzi, è andata oltre le implicazioni dell’inserimento nelle liste OFAC, misura che prevede il termine del 25 settembre per la definizione dei rapporti in essere [31]. Questa posizione è stata condivisa anche da altre entità e persone; per esempio, il 12 settembre Francesca Albanese — giurista italiana, esperta di diritti umani e relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati — ha espresso il proprio sostegno al ricorso di A/I davanti al Tribunale di Pisa affermando che nel 2025 il Tribunale di Monza ha ordinato a una banca di mantenere aperto il conto corrente di un cliente sanzionato dagli USA perché l’inserimento nelle liste OFAC non obbliga alla sospensione in Italia, senza che tale ordine del Tribunale abbia pregiudicato l’esistenza della banca in questione [32].
  • 06 settembre 2026 — Il collettivo A/I decide di interrompere l’erogazione dei servizi e di sciogliersi «per proteggere utenti e comunità dalle manipolazioni e dai rischi legali ed economici che potrebbero derivare da un ordine esecutivo emanato senza alcun rispetto per lo stato di diritto.» [33]. Questa decisione è precedente al ricorso contro Banca Etica (08 settembre 2026).
  • 18 settembre 2026 — A/I chiude definitivamente: il tempo tra l’annuncio della chiusura e dello scioglimento del collettivo (06 settembre) e la chiusura effettiva (18 settembre) è stato lasciato per dare la possibilità a tutti i gruppi e a tutte le persone utenti di effettuare il backup di pagine web, blog, e-mail, ecc.

La quiete dopo la tempesta? No: conseguenze e strascichi — E torniamo al punto di partenza: la latitanza del sito web del Progetto La Ricotta è stata dovuta alla serie di avvenimenti che abbiamo qui riassunto, che lasciano molti più strascichi della semplice migrazione da una piattaforma a un’altra. La chiusura di A/I solleva vari interrogativi su cui vale la pena riflettere, specialmente in un’epoca come la nostra in cui la comunicazione attraverso un mezzo come internet sembra essere fondamentale, ma mette anche in evidenza la nostra estrema vulnerabilità nella gestione di questo strumento. Questo scritto non è la sede per avventurarsi in disquisizioni, vista anche la lunghezza del testo e la quantità di informazioni da analizzare, dal linguaggio orwelliano dei comunicati dei dipartimenti di Stato e del Tesoro degli USA, passando per l’operato di Banca Etica, fino alla domanda da un miliardo di euro che cosa possiamo fare?. L’intenzione non è eludere queste questioni, ma rimandarle a (uno o più) eventi dedicati a questi temi che si terranno nell’Espazo La Ricotta nel prossimo futuro e, se le circostanze lo richiederanno, a scritti dedicati, lasciandoci il tempo di documentarci ancora meglio, riflettere e proporre, cercando di evitar il parlare per il gusto di parlare.


Note

1. Trenitalia è il principale operatore ferroviario passeggeri d’Italia, costituito come società per azioni interamente controllata dallo Stato italiano attraverso il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

2. In parole povere, un’architettura di server distribuita ridondante organizza un servizio su internet in modo che non dipenda da un unico computer: più server, normalmente in luoghi diversi, conservano le stesse informazioni e si dividono il lavoro. Se uno si guasta o si satura, un altro assume il suo compito in modo automatico e, in generale, gli utenti non se ne accorgono neppure. A differenza di un backup (che serve a recuperare i dati dopo un disastro), la ridondanza mantiene il servizio attivo mentre il guasto si verifica. Riduce molto il rischio di interruzione, ma non lo elimina: se si guasta qualcosa di comune a tutti i server, come la rete o un errore di configurazione, il servizio può comunque cadere. Per approfondire il tema dei sistemi distribuiti, si vedano [6, 7].

3. Riseup è un collettivo autonomo con sede a Seattle e membri sparsi per il mondo che, secondo la propria descrizione, offre posta elettronica e altri mezzi di comunicazione elettronica a persone e organizzazioni impegnate in lotte contro il capitalismo e altre forme di oppressione. Parte dall’idea che l’infrastruttura di comunicazione essenziale debba essere controllata da organizzazioni sociali e non da imprese né governi, che accusa di sorvegliare i messaggi degli utenti e di cedere alle richieste statali di controllo. Si impegna a non conservare gli indirizzi IP di chi si connette, a memorizzare i dati cifrati, a non condividerli con terzi, a resistere alle richieste di informazioni e a non leggere le e-mail se non in processi automatici contro virus e spam o se è l’utente stesso a chiederlo per risolvere un problema. Si definisce come un’organizzazione anticapitalista e antiautoritaria, basata sull’autonomia, il mutuo appoggio e il controllo sociale della tecnologia, che intende costruire un’infrastruttura di comunicazione alternativa al sistema vigente.

4 Con il termine Antifa negli USA si indica un movimento politico di sinistra, antifascista e antirazzista. Essendo un movimento, Antifa non è un’organizzazione con una struttura, ma una varietà di gruppi e individui possono riconoscersi in esso per affinità ideologica [19]. Sebbene, secondo ricerche accademiche, i metodi impiegati da gruppi e individui che si riconoscono come Antifa siano principalmente non violenti [20] e Antifa non sia un’organizzazione [19], il 22 settembre 2025 il presidente degli USA, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che designa Antifa come organizzazione terroristica interna [21]. Già prima della firma dell’ordine esecutivo, si era ritenuto che la possibilità di tale misura eccedesse l’autorità della presidenza e violasse il Primo Emendamento [22, 23], con vari studi che indicano l’assenza di motivi per considerare quel movimento un rischio significativo di terrorismo interno [24–27].

5. Il grassetto è una nota della redazione.

6. Public Interest Registry (PIR) è un’organizzazione senza scopo di lucro, creata nel 2002 dalla Internet Society, che gestisce il registro del dominio .org (la banca dati ufficiale dei nomi che terminano in .org) in virtù di un contratto con l’ICANN, l’ente che coordina il sistema mondiale dei nomi di dominio.

7. Mantenendo la banca dati ufficiale dei nomi che terminano in .org, PIR può far smettere di funzionare un dominio senza toccare i server in cui è ospitato: basta sospenderne la risoluzione, in modo che il nome non si traduca più in un indirizzo e i servizi associati (web, posta) diventino inaccessibili.


Riferimenti

[1] Tribunale di Milano – Sezione Feriale, Sentenza sul caso Associazione Investici – Trenitalia spa, 7 settembre 2004, Testo dell’ordinanza riprodotto integralmente da PeaceLink (Consultato il 17 ottobre 2026).

[2] Autistici/Inventati, Sequestro preventivo della casella di Crocenera, 27 maggio 2005, autistici.org (Consultato il 17 ottobre 2026 tramite Internet Archive Wayback Machine).

[3] Redazione di Punto Informatico, Un nuovo crackdown italiano?, 24 giugno 2005, Punto Informatico (Consultato il 17 ottobre 2026).

[4] Andrea Glorioso, Police backdoor discovered in Italian alternative server, 29 giugno 2005, European Digital Rights (EDRi) Network — in inglese (Consultato il 17 ottobre 2026).

[5] A. Sa., A rischio la privacy de 30.000 utenti, 28 giugno 2005, Corriere della Sera (Consultato il 17 ottobre 2026).

[6] Kate Matsudaira, Scalable Web Architecture and Distributed Systems, capitolo di The Architecture of Open Source Applications. Volume II: Structure, Scale and a Few More Fearless Hacks, a cura di Amy Brown & Greg Wilson, 2012, AOSA Books — in inglese.

[7] Maarten Van Steen, Andrew S. Tanenbaum, Distributed Systems, 4ª ed., distributed-systems.net, 2023 — in inglese.

[8] Autistici/Inventati, +KAOS. Ten Years of Hacking and Media Activism, aprile 2017, Institute of Network Cultures — in inglese (Consultato il 17 ottobre 2026).

[9] Andrea Monti, Abusivo il sequestro ai danni di Autistici.org?, settembre 2005, PC Professionale (Consultato il 17 ottobre 2026 tramite Internet Archive Wayback Machine).

[10] Marco Calamari, Internet è un reato di opinione?, 4 luglio 2007, Punto Informatico (Consultato il 17 ottobre 2026).

[11] Camera dei deputati, Resoconto stenografico dell’assemblea, Seduta n. 179 del 28/6/2007 (Consultato il 17 ottobre 2026).

[12] Autistici/Inventati, Norwegian crackdown: fatti e note a margine, 22 novembre 2010, autistici.org (Consultato il 17 ottobre 2026 tramite Internet Archive Wayback Machine).

[13] Arturo Di Corinto, Sequestro server Autistici/Inventati, 3 dicembre 2010, dicorinto.it (Consultato il 17 ottobre 2026).

[14] Alessandro Delfanti, Biohackers. The politics of open science, London: Pluto Press, 2013 — in inglese.

[15] Pepsy, I tanti aspetti della repressione, 18 gennaio 2015, Umanità Nova (Consultato il 17 ottobre 2026 tramite Internet Archive Wayback Machine).

[16] Johan Söderberg, Maxigas, Resistance to the Current: The Dialectics of Hacking, The MIT Press, DOI: 10.7551/mitpress/13466.001.0001, 2022 — in inglese.

[17] Ippolita, Anime Elettriche, Jaca Book, 2016.

[18] Office of the Spokesman, U.S. Department of State, Designation of Autistici/Inventati as a Specially Designated Global Terrorist, 26 agosto 2026, Press Release DoS — in inglese (Consultato il 17 ottobre 2026).

[19] Anti-Defamation League, Who are Antifa?, 30 agosto 2017, adl.org — in inglese (Consultato il 17 ottobre 2026 tramite Internet Archive Wayback Machine).

[20] Lachlan Jaccoud, Lorena Molnar, Marcelo F. Aebi, Antifa’s Political Violence on Twitter: a Grounded Theory Approach, Eur. J. Crim. Policy Res. 29, 495-513 (2023). DOI:10.1007/s10610-023-09558-6 — in inglese

[21] Donald J. Trump, Designating Antifa as a Domestic Terrorist Organization, Order of September 22, 2025, Wikisource.

[22] Evan Pérez, Jason Hoffmann, Trump tweets Antifa will be labeled a terrorist organization but experts believe that’s unconstitutional, 31 maggio 2020, CNN — in inglese (Consultato il 17 ottobre 2026 tramite Internet Archive Wayback Machine).

[23] Maggie Haberman, Charlie Savage, Trump, Lacking Clear Authority, Says U.S. Will Declare Antifa a Terrorist Group, 31 maggio 2020, The New York Times — in inglese (Consultato il 17 ottobre 2026 tramite Internet Archive Wayback Machine).

[24] Gary LaFree, Is Antifa a Terrorist Group?, Soc. 55, 248-252 (2018), DOI: 10.1007/s12115-018-0246-x.

[25] Nigel Copsey, Samuel Merril, Violence and Restraint within Antifa: A View from the United States, Perspectives on Terrorism, Vol 14, No. 6 Special Issue: Restraint in Terrorist Groups and Radical Milieus (dicembre 2020), pp. 122-138.

[26] Betsy Woodruff Swan, DHS draft document: White supremacists are greatest terror threat, 04 settembre 2020, Politico — in inglese (Consultato il 17 ottobre 2026 tramite Internet Archive Wayback Machine).

[27] Celinet Duran, Far-left versus Far-right Fatal Violence: An Empirical Assessment of the Prevalence of Ideologically Motivated Homicides in the United States, Criminology, Criminal Justice, Law & Society, Vol 22, Issue 2, pp 33-49 (2021) — in inglese.

[28] Autistici/Inventati, Dichiarazione del collettivo A/I sulle sanzioni del governo USA, 26 agosto 2026, Keep the internet free (Consultato il 17 ottobre 2026).

[29] OFAC, U.S. Department of the Treasury, Treasury Takes Action Against Violent Far-Left Terrorist Networks, 26 agosto 2026, Press Release DoT — in inglese (Consultato il 17 ottobre 2026).

[30] Banca Popolare Etica, Banca Etica e le sanzioni ad Autistici/Inventati: no all’uso delle norme anti-terrorismo contro il dissenso. Urgenti risposte istituzionali, 01 settembre 2026, Area Stampa (Consultato il 17 ottobre 2026).

[31] Autistici/Inventati, AI ODV presenta ricorso contro Banca Etica, 08 settembre 2026, Keep the Internet Free (Consultato il 17 ottobre 2026).

[32] Francesca Albanese, Sostengo il ricorso di Autistici/Inventati contro Banca Etica, 11-12 settembre 2026, Mastodon (Consultato il 17 ottobre 2026).

[33] Autistici/Inventati, Cartella Stampa, 18 settembre 2026 (ultimo aggiornamento), Keep the Internet Free (Consultato il 17 ottobre 2026).